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LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali (Letto 48162 volte)
vitoliuzzi
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Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Risposta #40 - 08.07.2008 alle 17:40:03
 
LA TECNICA DEL 4-3-2-1-8...

Nella speranza che queste mie breve riflessioni possano trovare riscontro presso qualcuno che magari non avendo un Maestro non sa come proggredire nella tecnica base dell' arco all' italiana.
Sarò breve. Abbiamo visto all' incirca la presa dell' arco, la sua condotta, i vari tipi di presa, la distensione del gomito da metà arco ed altro ancora. E' una Scuola differente dal Grillo e forse dal Petracchi ma spero efficacia, poichè è mia concezione che si può impugnare l' arco alla francese ma con piccoli riferiment al meglio della tedesca, come quando si è parlato di presa avvolta. Perchè lo scrivo. Per divertimento e per il piacere di insegnare anche se male.
Ci siamo impossessati dell' arco tirandolo per ore ed ore sulla corda vuota RE, quella centrale. L' abbiamo tirata molto lentamente, con un suono non frusciato ma focalizzato ed abbiamo cercato di in 8 o più parti di arrivare anche a suonare nei pressi del ponticello al fine di rafforzare la nostra presa, la perpendicolarità. Lo specchio alla fine ve lo regalerò io. Quando scrivo queste parole penso sempre ai Jazzisti che magari, dovendo fare da soli, non hanno un metodo valido per migliorare i loro assoli che sovente sono poco decifrabili acusticamenti ma belli musicalmente.
Ad ogni modo la tecnica "calcistica" del 43218 (con più giocatori) prevede sempre l' utilizzo del metronomo che DEVE diventare il vostro compagno di vita.
L'arco adesso deve essere tirato all' incirca a 60 alla semiminima, DA TALLONE A PUNTA e CON TUTTI I CRINI verificando che il polso non rientri troppo o che non esca al di là della bacchetta. Trucchetto: allo specchio dovete vedere i crini che si confondono con la bacchetta, sia al tallone che in punta. Bene, a questo punto possiamo essere più o meno sicuri che le cose comincino ad andare bene. Sul mio sitarello potete vedere la presa che IO utilizzo e che ha valore puramente personale. Altri Maestri  e colleghi partono da concetti diversi. Bene,
ora tirate l' arco dividendo lo stesso ESATTAMENTE prima in quattro sulla II corda. Guardatevi allo specchio e quando gli altri criteri si verificano passate alla I corda, la più esterna e la più difficile . Quindi in II, poi in III poi in IV, III e II sempre come punto di arrivo. Ci sono una serie di esercizi complementari da farsi col solo arco per rinforzare la presa senza tirare o condurre l' arco su alcuna corda. Ok. Dovremmo aver capito il sistema, ma solo il vostro Maestro potrà controllare tutta una serie di particolari, specie polso e dita, che non devono rimanere flosce sulla bacchetta ma che devono essere bloccate al punto giusto. Quando diventerete dei virtuosi tirerete l' arco anche con tre dita ed a metà dell' arco ottenendo lo stesso suono.
Quindi ripetiamo l' esercizio in 3 come suddivisione dell' arco partendo dalla II corda e facendo il famoso giro. Poi in due (difficile) tutto l' arco da tallone a punta e controllandosi pedissequamente, poi in UNO (difficilissimo) perchè qui si notano tutti gli errori di impostazione. Più si naturali e meglio è. Tirare l' arco o pigiare con la sinistra non necessità dell' utilizzo della muscolatura, ma di quei famosi micromuscoli che nella vita quotidiana non utilizziamo.
adesso partiammo lentissimamente in 8 ma anche i 12 o 16, non è il numero che conta. Partiamo dalla seconda ed avviciniamoci con lentezza NEI PRESSI del punticello, laddove il suono è potente e rigoglioso, ricco di armonici. Se avete messo molta pece l' arco si bloccherà. Ma non ci sono problemi. Salite un pò più su. Almeno 20 minuti di questo esercizio di rafforzamento. Attenti alla punta che tende a venirsene all' interno. Non è un errore in sè ma solo in esecuzione sfrutteremo anche solo due crini per ottenere l' effetto desiderato. Chiaro. Si ripeta l' esercizio in 8 anche in I (difficile) II, III e IV corda. In IV corda non vi avvicinate troppo al ponticello altrimenti si rischia di fare musica dodecafonica e più. Lasciatevi condurre dall' arco e pochi filosofismi. Imparate a sentire la corda nell' arco e chiudendo gli occhi dovete capire a che punto siete con l' arco. Una settima di questo esercizio su corde vuote dovrebbe dare i suoi piccoli risultati. Tempo: almeno 90 minuti altrimenti non serve a niente. Niente metronomo, lasciate stare. Niente specchio, sfruttate quello di una boutique o salumeria sotto casa.

Poi vediamo qualche altro piccolo aspetto. Scusate gli errori .

A presto, spero Vito.

Ditemi se la cosa interessa. Altrimenti come dico io, mi stoppo.

Bye
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vito liuzzi
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