Normal Topic Due domande sulla tecnica: intonazione e suono (Read 6748 times)
blueshine83
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Due domande sulla tecnica: intonazione e suono
07.02.2007 at 23:59:49
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Salve a tutti!
Studio da 3 anni il contrabbasso, e nonostante i progressi mi entusiasmino e lo studio mi catturi, noto che su due cose sto apparentemente sempre allo stesso punto:


1. Intonazione insicura

Nonostante complessivamente pare che la mia intonazione sia buona, è sempre governata da un fattore "probabilistico", e quella cosa una volta esce e una volta no. Anche se non è un passaggio difficile. E questo dà una forte insicurezza... Quando poi c'è da intonare intervalli alla "cieca", cioè muovendosi da posizioni lontane, beh è ancora più complicato...

Quanto conta il modo con cui le dita premono le corde?
E il pollice è solo un perno meccanico per permettere alle altre dita di schiacciare le corde, oppure funge da "riferimento" lungo il manico?
Esercizi, consigli, approfondimenti, cucche... Sono bene accette!!


2. Fase iniziale della produzione del suono:

Noto che il suono non raggiunge istantaneamente la sua piena espansione, ma attraversa una fase iniziale di "stallo/aborto" non so come chiamare questa cosa, in cui è biascicato e debole... Osservando la vibrazione della corda vedo che essa non si espande pienamente formando una "pancia" in mezzo, ma vibra come per armonici.
Poi, raggiungo la pienezza del suono, ed istantaneamente osservo cambiare il modo in cui la corda vibra. Spesso per arrivare a questa cosa esercito una pressione esagerata, che appesantisce l'esecuzione, rende la dinamica poco fluida ecc..

Questo succede soprattutto sulla 3° e 4° corda, in particolare quando dei legati costringono a saltare da una corda all'altra, e se i passaggi sono rapidi...

Anche qui avverto un senso di insicurezza, perchè non riesco a controllare questa cosa e non posso gestire finemente la "qualità" del suono, sperando piuttosto che esca...

Possono entrarci il crine (che però ho cambiato di recente), la pece (Pop Rosin', ultrafamosa), le corde (effettivamente vecchiotte), oppure si gioca tutto nella tecnica dell'arco?


Grazie per la pazienza!! Cheesy

  
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vitoliuzzi
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Re: Due domande sulla tecnica: intonazione e suono
Reply #1 - 09.02.2007 at 13:07:07
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Il tuo è un bel Topic su cui sarebbe interessante discutere per mesi e mesi. Ma ciò non credo che accadrà.

Sarò brevissimo.
Prima di tutto chiedi ulteriori spiegazioni al tuo Maestro e fanne tesoro.
Per l' intonazione, a parte scale ed arpeggi a volontà ma con diteggiature sempre diverse, oltre allo studio tedioso ma utile degli intervalli del terzo corso di Billè, dovresti cominciare a studiare le Quinte dal libro del Petracchi (e poi le Ottave) prima lentamente e suddividendo l' esercizio in due parti. Prima fino al manico (Sol prima ottava prima corda) e poi, se ce la fai, al capotasto. Ma meglio cominciare per gradi. Nell' esercizio delle Quinte del Petracchi (durissimo ma di eccelso valore tecnico) la cosa più importante è poi eseguirlo con le due varianti credo a) e b); si passa all' uso dei bicordi. Esercizio ancora più duro ma che oltre a rinforzare l' arco, determina nel tempo e con lo studio un miglioramento dell' intonazione notevolissimo.
Ovviamente se non hai lo strumento ben settato ed adeguato, corde giuste e non troppo alte (magari anche una tensione leggera potrebbe andare bene ... ma dipende dal tipo di strumento che possiedi) i miglioramenti ci dovranno essere.
Ad ogni modo, dopo tre anni di studio è abbastanza comune che i ragazzi comincino ad avvertire queste problematiche. Alcuni anche prima. Studio, dedizione e volontà. Purtroppo l' uso dell' arco non fornisce subito grandi gratificazioni a livello di qualità d' intonazione ... anzi è il contrario. Si è sempre insoddisfatti.

La seconda parte della tua domanda, secondo me, potrebbe trovare una soluzione analizzando vari fattori, primo fra tutti il tipo di Scuola dell' Arco che ti è stato insegnato nei primi mesi di approccio allo strumento. Poi capire se è un problema di qualità dell' arco o del tipo di corda usato, o se è un problema generale di risposta dello strumento che non è pronta come potrebbe essere. Personalmente non ho altri elementi per aiutarti. Ma lo studio delle note lughissime al ponticello potrebbe forse aiutarti a riforzare destra e sinistra.

Ciao

Vito
  
vito liuzzi
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blueshine83
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Re: Due domande sulla tecnica: intonazione e suono
Reply #2 - 09.02.2007 at 14:43:03
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Wow...
Anzitutto grazie per le preziosissime risposte, soprattutto alla prima domanda... mi procurerò questi metodi.

Per quanto riguarda la seconda domanda:
Suonare al ponticello vuol dire tirare l'arco più "in basso"? In effetti credo che sia così, perchè istintivamente tendo a tirare l'arco più verso la fine del manico, che mi pare essere più facile, ma così facendo mi "divincolo" dal problema senza risolverlo...

E poi, perdonami l'ignoranza, ma non immaginavo che esistessero addirittura "molteplici" scuole dell'arco (francese, nella fattispecie)...

Diciamo: per questo argomento del suono, e per ogni altra disquisizione tecnica, esistono dei trattati che aiutino ad ampliare le proprie vedute? Cioè, libri che trattino argomenti simili con le "parole", piuttosto che eserciziari di tecnica?

Grazie ancora!
  
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vitoliuzzi
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Re: Due domande sulla tecnica: intonazione e suono
Reply #3 - 09.02.2007 at 15:43:41
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Non ti dico di più se non mi fornisci un "nome" di riferimento e non solo il Nick. Sto scherzando Smiley!

Suonare al ponte vuol dire proprio esercitarsi con l' arco a tirare anche le sole corde vuote magari ad un centimetro di distanza dallo stesso. L' importante è suonare queste note da tallone e punta (e viceversa) con tutti i crini e quanto più lentamente possibile (8 e/o 16 sedicesimi ... lentissimo). Quando nel tempo avrai preso una certa padronanza in questo tipo di tecnica, automaticamente tenderai a suonare meglio nei pressi del ponticello, col risultato di ottenere un suono molto più corposo e robusto, soprattutto ricchissimo di armonici. Ti sembrerà di aver cambiato strumento, invece sarà la tua tecnica e cavata del suono ad essere migliorata.

In merito alle diverse impostazioni dell' archetto alla francese, non vi sono dei veri e propri trattati, che io sappia. Qualcosa si prende da una parte qualcosa da un' altra (tipo il metodo di Bottesini o Billè); oppure commentando una foto od un video od una raffigurazione pittorica.
Ma un trattato organico ed estremamente tecnico che tratti delle varie prese alla francese, non penso che esista.
Se c'è fatemelo sapere che lo compro!
Di solito i corsi di perfezionamento con grandi Maestri di cui si apprezza tecnica, impostazione, interpretazione ecc. ... servono proprio a questo. Capire le differenze e farne tesoro.

Ciao

Vito

p.s.: sul mio sitarello trovi alcune foto indicative, che non hanno valore assoluto. Rispetto alla presa dell' arco che si vede sui mie video giovanili di youtube.com, adesso ho cambiato totalmente. Molto meno utilizzo del polso, presa più salda e dita che non vanno a destra e sinistra ... anche se all' epoca funzionava !! Mah !
  
vito liuzzi
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pastorius
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Re: Due domande sulla tecnica: intonazione e suono
Reply #4 - 10.02.2007 at 12:45:38
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Quote:
Il tuo è un bel Topic su cui sarebbe interessante discutere per mesi e mesi. Ma ciò non credo che accadrà.

Sarò brevissimo.
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Per l' intonazione, a parte scale ed arpeggi a volontà ma con diteggiature sempre diverse, oltre allo studio tedioso ma utile degli intervalli del terzo corso di Billè, dovresti cominciare a studiare le Quinte dal libro del Petracchi (e poi le Ottave) prima lentamente e suddividendo l' esercizio in due parti. Prima fino al manico (Sol prima ottava prima corda) e poi, se ce la fai, al capotasto. Ma meglio cominciare per gradi. Nell' esercizio delle Quinte del Petracchi (durissimo ma di eccelso valore tecnico) la cosa più importante è poi eseguirlo con le due varianti credo a) e b); si passa all' uso dei bicordi. Esercizio ancora più duro ma che oltre a rinforzare l' arco, determina nel tempo e con lo studio un miglioramento dell' intonazione notevolissimo.
Ovviamente se non hai lo strumento ben settato ed adeguato, corde giuste e non troppo alte (magari anche una tensione leggera potrebbe andare bene ... ma dipende dal tipo di strumento che possiedi) i miglioramenti ci dovranno essere.
Ad ogni modo, dopo tre anni di studio è abbastanza comune che i ragazzi comincino ad avvertire queste problematiche. Alcuni anche prima. Studio, dedizione e volontà. Purtroppo l' uso dell' arco non fornisce subito grandi gratificazioni a livello di qualità d' intonazione ... anzi è il contrario. Si è sempre insoddisfatti.

La seconda parte della tua domanda, secondo me, potrebbe trovare una soluzione analizzando vari fattori, primo fra tutti il tipo di Scuola dell' Arco che ti è stato insegnato nei primi mesi di approccio allo strumento. Poi capire se è un problema di qualità dell' arco o del tipo di corda usato, o se è un problema generale di risposta dello strumento che non è pronta come potrebbe essere. Personalmente non ho altri elementi per aiutarti. Ma lo studio delle note lughissime al ponticello potrebbe forse aiutarti a riforzare destra e sinistra.

Ciao

Vito



Qual'e' il titolo del libro di Petracchi che citi?

Grazie
  
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vitoliuzzi
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Re: Due domande sulla tecnica: intonazione e suono
Reply #5 - 10.02.2007 at 13:20:11
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FRANCO PETRACCHI - Simplified Higher Technique for Double Bass
Edito dalla Yorke Edition
(by Vito Liuzzi)

http://www.spartanpress.co.uk/spweb/details.php?catno=YE0064&creatorid=609

FRANCO PETRACCHI, Simplified Higher Technique for Double Bass (Yorke edition). E' questo il metodo a cui mi riferivo. Assolutamente geniale, questo libro presenta una serie di esercizi di "tecnica pura" (alcuni veramente molto duri ma preziosissimi per svilupare un certo virtuosismo non solo al capotasto ma anche al manico, migliorando notevolmente l' intonazione) che fanno entrare lo studioso in un tipo di metodologia di studio al capotasto estremamente logico e "facilmente" assimilabile. Sarà così possibile non solo migliorare la propria intonazione al manico, sviluppare una certa agilità esecutiva e virtuosistica, eseguire correttamente i bicordi, determinare la diteggiatura più semplice e razionale, rinforzare la mano sinistra e l' arco, ottimizzare le ottave ma, "last but not least", diteggiare corretamente le posizioni al capotasto e sviluppare un notevole virtuosismo nelle posizioni alte del manico.
Credo che sia un metodo che non dovrebbe mancare nella biblioteca di qualsiasi contrabbassista "serio", classico o jazz che sia. 

Ecco alcuni estratti:







Ciao

Vito

p.s.: queste e maggiori informazioni le trovate sul sito del Maestro qui http://www.francopetracchi.com

p.p.s.: se avete qualche dubbio su qualche esercizio chiedete tranquillamente nel Forum. Qualcuno vi risponderà.




  
vito liuzzi
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blueshine83
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Re: Due domande sulla tecnica: intonazione e suono
Reply #6 - 10.02.2007 at 17:16:06
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Che bello!!   ^^

Grazie di cuore, Vito!
Lo studio al ponticello già mi sta andando alla testa!!
Hai la sensazione che ti stia iniziando a costruire una padronanza dell'arco e sensibilità completamente diverse...
Anche se chiaramente all'inizio è un pò "pesante" per l'arto destro, ma forse serve proprio a rinforzare...

Mondiale... c'è anche la copertina del metodo... non mi potrò sbagliare... Smiley

Riflettevo... che bello poter condividere la propria passione in occasioni come questo forum, e confrontarsi serenamente...
Alle volte si ha l'impressione che il mondo dei musicisti sia quasi un campo di battaglia dove ognuno è sul "chivalà", come si dice da queste parti "la gente parlano", e tutti sono maestri a criticare chiunque altro abbia una veduta o impostazione diversa dalla propria...

Ma vabbè, questo era solo uno sciocco O.T.


Un saluto

Gianfranco
  
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vitoliuzzi
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Re: Due domande sulla tecnica: intonazione e suono
Reply #7 - 11.02.2007 at 16:34:38
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Quote:
Che bello!!   ^^

Grazie di cuore, Vito!
Lo studio al ponticello già mi sta andando alla testa!!
Hai la sensazione che ti stia iniziando a costruire una padronanza dell'arco e sensibilità completamente diverse...
Anche se chiaramente all'inizio è un pò "pesante" per l'arto destro, ma forse serve proprio a rinforzare...

Mondiale... c'è anche la copertina del metodo... non mi potrò sbagliare... Smiley

Riflettevo... che bello poter condividere la propria passione in occasioni come questo forum, e confrontarsi serenamente...
Alle volte si ha l'impressione che il mondo dei musicisti sia quasi un campo di battaglia dove ognuno è sul "chivalà", come si dice da queste parti "la gente parlano", e tutti sono maestri a criticare chiunque altro abbia una veduta o impostazione diversa dalla propria...

Ma vabbè, questo era solo uno sciocco O.T.


Un saluto

Gianfranco


OT

Purtroppo Gianfranco la tua affermazione finale è molto vicina alla realtà dei fatti, specie nel mondo classico. Appena hai un dito sull' arco che non corrisponde a quelle che sono le proprie convinzioni, ti giudicano un incompetente. Se diteggi un passaggio con un 2 al posto di un 3, ti considerano un ignorante.
Quando occorrerebbe più collaborazione e scambi di opinione proprio fra gli "addetti ai lavori", come fanno altrove, per cercare soluzioni nuove e fare ricerca nel senso piro del termine.
Ma fino a quando la "posizione di potere" rimane una sola e quella deve essere la linea da seguire, è normale che le altre Nazioni ci superino in fatto di preparazione culturale e tecnica, oltre che di offerta formativa.
Fine OT.

Ciao, Gianfranco.

Vito
  
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