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TECNICA: esercizio (Letto 4601 volte)
vitoliuzzi
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TECNICA: esercizio
25.03.2008 alle 07:37:02
 
Scrivo a braccio e scusate per gli errori!
Sappiamo che un libro fondamentale per sviluppare una tecnica solida sia al manico che al capotasto è quello del Petracchi, assolutamente un testo geniale che non dovrebbe mancare nella biblioteca del buon contrabbassista.
Nel mio piccolo ve ne propongo uno che ho personalmente sperimentato e che dovrebbe dare sufficienti garanzie in tema di intonazione. Il concetto è estremamente semplice: suonare la scala di sol-Re -la  su di un' unica corda e con un solo dito, appoggiandosi per l' intonazione sulla corda vuota.
Faccio un esempio per capire il meccanismo.
Decidiamo di suonare sulla prima corda la scala di Sol maggiore tutta con il primo dito facendo seguire ad ogni nota la corda vuota RE (la II, per intenderci). Converrebbe eseguire questo esercizio con l' arco, ma anche pizzicato dovrebbe andare bene. Dico l' arco poichè lo scopo principale è la ricerca nello spostamento di una corretta intonazione ed il suono si focalizza maggiormente con l' archetto a meno che non si possegga un' orecchio assoluto ed allora la cosa cambia.
Cominciamo ad eseguire col metronomo a 60 per semiminima delle crome, alternando alla scala quel famoso Re vuoto. Non è la velocità che conta ma l' intonazione dei vari suoni. Scendiamo in questa maniera lungo la prima corda facendo attenzione proprio all' intonazione che ci viene data da corda vuota Re. Arrivati al Fa# continuiamo ad utilizzare il primo dito e poi sul Sol non il capotasto bensì il primo dito ma già con la posizione di capotasto impostata e scendiamo fino al Sol acuto. Si potrebbe proseguire, per i virtuosi, anche al Re se la tastiera lo permette. Quindi nella stessa maniera facciamo ritorno.
Questo è l' esercizio base che si può ripetere in seconda e terza corda utilizzando le relative corde vuote di la e mi.
Facciamo bene attenzione all' intonazione che questa volta non potrà essere falsata visto l' utilizzo di una corta vuota che ci fa quasi da basso ostinato e su cui dobbiamo appoggiargi.
Adesso, sempre sulla prima di corda, utilizziamo il terzo dito (2 o3 a seconda delle tecniche usate) e rifacciamo la stessa ed identica cosa che avevamo fatto col primo dito. Arrivati al sol anticipiamo la posizione di capotasto utilizzando il secondo dito, ovvero il medio. E' importante la tecnica dell' anticipo del capotasto per avere più agilità negli spostamenti rapidi. Proseguiamo sempre come col primo dito e corda vuota e viceversa. Cosi sulla corda del re e del La.

Quindi si passa al quarto dito. Scendere sulla corda I usando sempre il quarto con tutta la mano in posizione e che pre sulla tastiera. Giunti al Sol lo cambiamo (il dito) con il terzo (anulare) e sempre in posizione cromatica con tutte le dita che scendono sulla scala. E viceversa.

Quando questo studio lo si è maturato si possono applicare anche diversi colpi d' arco ed eventualmente accellerarne la velocità metronomica.

Ma un aspetto importante è ripetere questo semplice esercizio di base a bicordi e sempre con ogni singolo dito. Non usare il vibrato che facilita l' intonazione. L' uso del bicordo con la corda vuota Re risulta di estrema importanza e deve essere eseguito lentamente per assicurarci che l' intonazione sia quantomai veritiera. Col bicordo non ci possiamo sbagliare.

Il Petracchi, nello studio delle quinte, fa giustamente utilizzare il bicordo ma pigiando con tutte le dita, sia in prima che in seconda corda. E' la tecnica che definisco "spezza-mano" ma che in realtà è fondamentale sotto diverse angolature e, spesso, se non si ha uno strumento ben settato, potrebbe portare a fastidiose tendiniti od irrigidimento della mano. Quindi fate attenzione.

Nel caso più modesto dell' esercizio che vi ho proposto, col tempo, noterete un netto miglioramento dell' intonazione, poichè il cervello automaticamente creerà delle sorte di "corsie preferenziali" che faranno in modo che ogni singolo dito sia in grado ed autonomamente di trovare llo giusto spostamento questa volta senza la corda vuota che faccia da supporto a livello intonativo.

L'uso di diversi colpi d' arco o l' esecuzione a terzine e poi a quartine, permetterà anche di sviluppare una certa padronanza dell' arco. Poi possiamo anche cominciare la "scala alternata" (così la definisco) con le dinamiche più disparate. Esempio. Cominciare in pianissimo crescere fino al Sol e poi tornare indietro gradatamente per giungere ad un suono quasi zero.

Si tratta di "complicazioni" ad un esercizio di per sè concettualmente semplicissimo ma di grande efficacia.

Direi che lo possiamo definire lo studio delle scale su singolo dito !!!

Se vi fa piacere ogni tanto vi potrò spiegare altre cose o magari fatelo voi nei miei confronti. Anche un Maestro ha sempre qualcosa da imparare ed i miei allievi molte volte mi stupiscono con le loro intuizioni che io poi magari sviluppo.

Un saluto a tutti

Vito Liuzzi
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vito liuzzi
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Re: TECNICA: esercizio
Risposta #1 - 25.03.2008 alle 08:49:23
 
...sì, di grande efficacia!
L' ho già provato lentamente questa mattina (mi sono alzato troppo presto e non avevo niente da fare... forse sto impazzendo) e ,così a caldo, mi sento già un nuovo contrabbassista... Vito, mi potresti dire che tipo di intonazione usi per questo esercizio? Non temperata, chiaramente! Occhiolino
Oppure no? Questo non l'ho capito...

A proposito... Buongiorno a tutti, mi sono appena iscritto... ma seguo il forum da un po', e lo trovo sempre interessantissimo, querelles comprese...
Dunque andrei ad infoltire le schiere dei "classici", anche se qui per fortuna delle distinzioni non ce ne sono.

Bye!
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Re: TECNICA: esercizio
Risposta #2 - 25.03.2008 alle 10:28:14
 
• Attento

Attento al ”glissato”! …  Quale glissato” ( ? ? ? )

Quello pieno, non “a vuoto”

Grrrrrrrllomannaia

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vitoliuzzi
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Re: TECNICA: esercizio
Risposta #3 - 25.03.2008 alle 11:01:31
 
Ciao Magic e benvenuto.
Sai questo è un forumello dove cerchiamo di fare quello che possiamo.

La cosa importante di questo esercizio che definisco di tecnica pura non è tanto il "temperamento" o "stemperamento", scusami per la battuta scontata. E' dimostrato scientificamente che tranne gli strumenti ben temperati, soprattutto noi archi tendiamo sempre a "stonicchiare" (io ne sono un esempio). Del resto perchè è più facile essere accompagnati da un' orchestra (anche di piccole dimensioni) rispetto ad un pianoforte? La risposta è presto detta: col pianoforte non hai scampo mentre con altri archi è come se ci appoggiasse l' uno agli altri.

Lo scopo dell' esercizio, specie nei bicordi, è riuscire a mantenere un' intonazione decente che nel tempo andrà migliorando sempre di più. Naturalmente dipende dallo studio che uno ci dedica, dalle proprie propensioni e dal talento che in alcuni è innato in altri si costruisce. Io, non mi vergogno a dirlo, sono probabilmente un non-talento ma che il mio maestro a suo tempo ha cercato di costruire.

Poi con l' esperienza diretta d' insegnamento ti accorgi di tante cose e soprattutto del fatto che non necessariamente gli esercizi più difficili sono i più redditizi. La tecnica pura necessita di esercizi di media difficoltà ma che col tempo siano redditizi e permettano di affrontare temi più complessi. Ma spero che avremo del tempo per parlarne insieme. Secondo me ci vuole più di una vita per parlare di tutto quello che riguarda il contrabbasso.

Magic, quando ho ideato questo Forum non ho mai fatto distinzione fra classici e jazzisti od altro. Lo strumento è comune a tutti: il contrabbasso. Naturalmente chi è interessato ad un argomento si va a leggere quello. Io, che sono un classico per eccellenza, ho però imparato molto dai jazzisti e spero tanto che la cosa sia ricambiata.

A presto

Vito
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vito liuzzi
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Re: TECNICA: esercizio
Risposta #4 - 25.03.2008 alle 11:04:22
 
bello questo esercizio. e con un po' di fantasia se ne cava pure qualcosa di piacevole, musicalmente parlando.
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grilloman...ia
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Re: TECNICA: esercizio
Risposta #5 - 25.03.2008 alle 12:33:18
 
onussen e odrocca’d onos non

Mi perdoni una curiosità, ma nella foto è proprio Lei?

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Re: TECNICA: esercizio
Risposta #6 - 25.03.2008 alle 12:56:23
 
no
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Re: TECNICA: esercizio
Risposta #7 - 25.03.2008 alle 13:34:12
 
Grazie, voglia scusarmi.
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Re: TECNICA: esercizio
Risposta #8 - 25.03.2008 alle 14:17:32
 
la scuso, per l'insolente domanda (le pare che io sia in bianco e nero?).
non per il mancato apporto costruttivo che sarebbe nelle sue, ça va sans dire, corde...
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Tom
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Re: TECNICA: esercizio
Risposta #9 - 22.03.2017 alle 14:58:42
 
Buon pomeriggio;
In quanto neo-contrabbassista ringrazio enormemente il signor Liuzzi per la preziosissima pillola: è  esattamente ció che mi serviva.
Vado subito a provare
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