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Messaggio iniziato da vitoliuzzi in data 21.05.2008 alle 15:24:28

Titolo: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 21.05.2008 alle 15:24:28

LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali (by Vito Liuzzi)

Vorrei sapere se a qualcuno interessa sapere le tecniche basilari della mia Scuola per una corretta impostazione dell' arco, naturalmente vista dal mio personale punto di vista.

I miei allievi, alcuni dei quali iscritti al Forum, si divertiranno a sentire le stesse cose che dico in classe, ma visto che trattasi di un argomento su cui dovrò scrivere a braccio e molto consistente nelle sue tematiche, non vorrei fare un lavoro, per me sempre piacevole, che poi non serve a nessuno. Fatemi sapere.

Temi da analizzare (che potete sempre confrontare con le idee del vostro Maestro non avendo la pretesa di sostituirmi allo stesso che deve rimanere sempre il vostro punto principale di riferimento ... le mie parole potranno servire solo come un sano e democratico confronto):

1)La presa dell' arco
2) La c.d. Presa Avvolta
3)Rigità delle dita e allentamento della presa
4)Concetti di velocità costante ed uniforme
5)La tecnica del 4-3-2-1-8 (che non è uno schema calcistico)
6)L' arco a corde vuote: esercizi basilari (anzi tutto il discorso fatto sarà basato sulle corde vuote)
7)La tecnica dello slancio (di cui in parte abbiamo parlato)
8)La tenuta del suono con tutti i crini
9)Come eseguire i primi esercizi del I di Billè
10)Altro in base a considerazioni personali
11)Raffronti sonori con le altre scuole e con la presa alla tedesca
12) Domande degli utenti a richiesta.

Ragazzi, se vi sembra una cosa interessante sapete che io mi diverto a scrivere a braccio. Poi si apriranno discussioni e questa è la cosa a cui tengo di più.

Se vi fa piacere fatemelo sapere. Per me è un piacere ed un onore scrivere per Contrabbasso Italiano. Mi aspetto le critiche del maestro Grillo e di tutti coloro che la pensano diversamente. Per qualche "fotarella" vi rimando sin d'ora al "sitarello" http://vitoliuzzi.altervista.org, sito che mi venne regalato nel vero senso della parola dall' ottimo EMILIANO DEGL' INNOCENTI, nostro utente che da tempo non sento ma che saluto e ringrazierò a vita.

Attendo fiducioso. Che ne pensi Fernà? Boogie, Rando, Paola, Mr e variedati (ladybass compresa)?

Vito Liuzzi

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da MrMustard in data 21.05.2008 alle 15:43:24

leggerei volentieri quanto hai da scrivere, caro vito.
non diventerò un contrabbassista classico, ma l'uso dell'arco mi interessa eccome.

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da Fernando Grillo in data 21.05.2008 alle 18:37:40

Più che lodevole
Senz’altro farai strage … degl’innocenti

Il Classico Invidioso di Turno (AO)

GRANDE VITO! CORAGGIO!




Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 21.05.2008 alle 19:52:11

Beh, incoraggiato da Mr e da niente poco di meno che da Fernando Grillo, quasi quasi scrivo qualcosa. Domani ho lezione (poveri allievi) ma forse venerdì potrei scrivere quealcosa tutto a braccio, quindi con errori ortografici, di analisi logica e di congiuntivi. Abbiate pietà di me.
Vediamo!

Vito da Champions

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da francesco_defendi in data 21.05.2008 alle 23:26:59

...anch'io vito credo proprio che ti leggerò...forse con la fine delle scuole è la volta buona che mi metto a studiare un po' seriamente :-/..e l'arco (qualsiasi musica si suoni) è troppo bello per non suonarlo almeno per sè!...grazie in anticipo quindi...

ciao a tutti

fra

PS la butto lì...caricare video didattici in youtube no? ::)...solo perchè a volte mostrare visivamente una cosa è roba di 10 secondi, spiegarla a parole è virtuosismo lessicale :o

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da gima in data 22.05.2008 alle 09:11:19

you tube, assolutamente (se fosse possibile). Credo che sarebbe più facile anche per il docente, non appena si supera l'imbarazzo di parlare a una telecamera... Comunque sia, sono certo che susciterai mooolto interesse (e ache dibattito...)
giuseppe

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 22.05.2008 alle 09:28:32

Adesso comincio a scrivere. Poi se c'è un certo interesse e mio fratello mi da un amano nelle riprese potrei fare anche qualcosa su youtube dove ho già fatto danni insormontabili!!!

Vedremo.

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da campus in data 22.05.2008 alle 12:49:23

Iniziativa che sarà apprezzata da molti: sono anch'io dell'equipaggio Vito. :)
Un link ad un filmato, se possibile, varrà più di 1000 pagine. ;)

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da MrMustard in data 22.05.2008 alle 13:16:39

visto che siamo in tema di filmati e didattica, vi segnalo una serie di contributi tratti da youtube. visti di seguito (sono 7 filmati per un totale di quasi 45 minuti) costituiscono in pratica una masterclass tenuta da françois rabbath a berlino.
tecnica più o meno condivisibile, la sua, ma io sono rimasto rapito dalla sua capacità di coinvolgere e dal suo (narcisistico) piacere di mostrare dove è arrivato, senza che questo narcisismo prenda il sopravvento.

1. http://www.youtube.com/watch?v=Yy-03jH_mrE&feature=related
2. http://www.youtube.com/watch?v=wuw38-sMDKo&feature=related
3. http://www.youtube.com/watch?v=nKiNAPIkyKw&feature=related
4. http://www.youtube.com/watch?v=eJwrpyRAJeA&feature=related
5. http://www.youtube.com/watch?v=MJh5tE4o5Wk&feature=related
6. http://www.youtube.com/watch?v=5IPMNOPrcA0&feature=related
7. http://www.youtube.com/watch?v=9m8IBaZk4M8&feature=related

saluti
MrM

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 22.05.2008 alle 19:00:43

Conosco Mr questi Video, anche perchè all' epoca comprammo insieme ad altri amici del Forum il suo DVD (io ho anche un suo Cd rom simile al DVD). Rabbath è Rabbath! Io sono poco convinto delle sue tecniche, ma lui rimane geniale e poi a quell' età dimostra ancora un carisma. Ah, ricordo la Carmen Fantasy con orchestra: bellissima, ma suono insipido con quelle cavolo di Corelli ;)

Appena posso faccio quello che "posso"!

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da grilloman...ia in data 23.05.2008 alle 10:49:49

Mr. Mustard, Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Risposta #8 - Ieri alle 14:16:39
Citazione
visto che …  che questo narcisismo prenda il sopravvento.


Sì”,.”;: Narciso e Boccadoro! Ma mi faccia il piacere! Ma mi ha fatto il piacere! Pss!. To' to'


Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da blueshine83 in data 23.05.2008 alle 12:43:34

Concordo in pieno con l'idea! Mi farebbe molto piacere leggere un approfondimento sull'impostazione e la tecnica dell'arco!

GF

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 23.05.2008 alle 19:25:52

Ragazzi,
sono contento che la mia umole idea vi piaccia. Ma non ce la faccio a fare un video dimostrativo. Scrivendo a braccio posso dire molte più cose, sicuramente anche quelle inutili. Chiedo venia al maestro Trebbi, uno dei più autorevoli didatti, ma ho deciso di non scrivere tutto in una volta, bensi a "temi". Parlerò solo dello "studio delle corde vuote" per il piacere di Ferdinando con indicazioni su come eseguire i primi esercizi del Billè. Ci sarà molto da dire. Se poi vorremo approfondire, nei limiti delle mie conoscenze si farà (es: i colpi d' arco contrabbassistici: per una corretta esecuzione). Mi preparo mentalmente ascoltando Giorgio ed Enrico.

Salutoni

Vito Liuzzi

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da Partenobass in data 24.05.2008 alle 01:08:18

Quoto per youtube con vito che commenta le sue lezioni mentre al contrabbasso c'è una ragazza ad eseguire, in perizoma (solo per vedere bene l'utilizzo della muscolatura, non fraintendetemi)  ::)

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da boogieman in data 27.05.2008 alle 08:09:07

quella si che è una tecnica classica

perizoma-capotasto 1 a 0

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 28.05.2008 alle 16:31:01

COMINCIAMO CON ALCUNE FOTO AUTO-PROMOZIONALI

1)Quando le dimensioni non contano ... ops ...o si  :-/!!!



2)A volte penso che la vera posizione jazzistica sia questa. Mah ...



3)Ops ... ho sbagliato ... questo è un Forum dedicato al Contrabbasso .. più o meno  :-[



4)Da notare il seggiolino nella posizione da seduto ... un divano ... mi pare sia più comodo specie da portare ai concerti. Boh ... :'(



5)Un esempio di presa dell' arco: la presa "avvolta", da avvolgibile, quella delle serrande ... ispirazione basilare. Sarà ... :-/



6)Ed io che sono un "perpendicolarista"!! Ecco perchè è sempre meglio che ascoltiate i Vostri MAestri. Figuraccia :-[



7)Più o meno la mia personale posizione da seduto. Solo che la gamba destra è distesa. Mah ... forse bastava solo questa foto ... però!



A parte gli scherzi, appena ho tempo aprirò il primo capitolo di discussione sulla "presa dell' arco secondo il Vangelo di Vitorum I " (direbbe il maestro Grillo).
IMPORTANTISSIMO: ascoltate sempre le indicazioni dei VOSTRI ESIMI MAESTRI. Questo non vuole essere un modo per sostituirmi a loro, ma solo una visione specifica e "personale" di come si potrebbe fare a condurre un archetto. Spero di essere stato chiaro. A presto

Vito Liuzzi





Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da MrMustard in data 28.05.2008 alle 17:26:48

ma queste foto risalgono agli anni '70 oppure ti ostini a portare la zazzera?
bella quella cordiera... e anche la cravatta non è male...

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da blueshine83 in data 28.05.2008 alle 18:07:29

Uà.. è 'na capata quella cordiera!
Ne devo avere subito una.
Potrò fare il fighetto in mezzo ai miei amichetti

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da grilloman...ia in data 28.05.2008 alle 19:52:45

⋱ < toc – toc – toc > Salve e scusate se mi intrometto, vorrei sapere se e dove comprare quella cordiera alla “vitus ippocampus erectum” e anche dove comprare la carrellina con le rotelline della figurina numero quattro. Io sono un maschietto. Grazie. ⋰

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 28.05.2008 alle 20:34:46

OT

Ragazzi quella è una cordiera "bilanciata" che ordinai dagli states da un liutaio che si chiama Mike Peacanic, + o - .
Ha un grande vantaggio, anzi più di uno. Seguendo la massa diversa fra le corde (ed il loro peso specifico) permette di ottenere il massimo della risonanza da ogni corda ed è un eccellente aiuto per eliminae eventuali note del lupo. Come sapete i wolf tones sono dovuti a motivi eterogenei. A volte basta cambiare totalmente tipologia di corde o posizionare la cordiera ad una distanza diversa dal ponticello che tutto si risolve. Solitamente se i lupetti sono esagerati basta montare delle Corelli e per incanto dovrebbero andar via.

Sono sempre stato convinto che i "lupi" siano un "difetto" dello strumento (non me ne vorrà il Petracchi). Non è la mia personale oinione ma quella dei maggiori liutai a livello mondiale. Si formano anche perchè si sono delle imperfezioni nella costruzione dello strmento dovute ad una errato livellamento ed adeguamento degli spessori di tavola armonica o fondo che ne causano la comparsa. Ci sono punti in particolare che un buon liutaio va a rimodellare affinchè la vibrazione del legno in quel punto sia la più omogenea possibile.
Quindi fate attenzione durante gli acquisti di strumenti.

Un saluto al Grillo e Mr da

Vitus Ippocampus (ma l' ippocampo è una zona del cervello?? Credo che il mio sia un pò .... per usare un eufemismo ... avariato. Mah...)

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da grilloman...ia in data 28.05.2008 alle 21:29:43

Ancora grazie, ma mike panic e' troppocostoso per me ... ma il carrellino ?

No…no …tutt’altro!:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ippocampo_%28mitologia%29


Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da Partenobass in data 28.05.2008 alle 23:19:47


vitoliuzzi 28.05.2008 alle 20:34:46:
OT

...(ma l' ippocampo è una zona del cervello?? Credo che il mio sia un pò .... per usare un eufemismo ... avariato. Mah...)


Mi sa che confondi con l'ipotalamo, credo... forse... non ne sono certo non ho mai avuto un cervello [smiley=shocked.gif] (altrimenti non avrei scelto di suonare il contrabbasso  :P)

ma la ragazza in perizoma?

azzz vito hai messo qualche chiletto rispetto alle foto al petruzzelli e a you tube.  :D

bello quel contrabbasso, e comodo soprattutto, chi è l'autore?

ho un "lupo" sulla III corda potrei risolvere con quella cordiera secondo te? intendo dire funziona veramente sta cordiera o è una sòla)?

sempre restando in tema di "balla coi lupi" se si usa un antidissonate per toglierlo la corda ne risente in qualche modo o si equipara alle altre?

grazie, non centra un tubo con la tua scuola ma visto che siamo in argomento (rispetto all'arco non mi pronuncio fino a che non vedo il perizoma)

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 29.05.2008 alle 04:26:14

OT

Ma guarda non credo che quella cordiera bilanciata sia una sola perchè sul mio Romeo Orsi 1890 mi risolse ogni problema. Poi me ne feci fare un' altra per questo Rubino 2003 e non ho mai avuto problemi. Preciso che non so come fa ma tutti gli strumenti del maestro Rubino e che negli anni provavo, mentre lui che è un bravo quartettista si perfezionava, non hanno mai avuto lupetti.

Ci sono varie teorie su come eliminare i lupetti. Magari apri un Topic a parte e se ne discute anche con gli altri esperti.

Intanto beccatevi http://www.myspace.com/leonardopresicci

che ho sponsorizzato sui forum internazionali. Grandioso!

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 29.05.2008 alle 04:39:35

Off Topic

Sono stato mio malgrda, ma veramente con molta sofferenza, a cambiare qualcosa nel Forum. Ve ne accorgerete forse domani. :'(

Vito Liuzzi

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 29.05.2008 alle 05:56:57

LA c.d. PRESA AVVOLTA

1)Punti di riferimento



Vado a braccio. Scusate gli errori di ogni genere.
Talora, nell' impostazione della presa dell' arco per un /a giovane studente diventa molto difficile capire dove si trovano i punti di riferimento su cui deve far leva nella conduzione dell' arco. In realtà, i predetti punti di riferimento non hanno logica di essere in una presa dell' arco all' italiana (e non alla francese che ha il pollice sulla bacchetta) poichè dalla mia esperienza ho notato che è meglio far comprendere come il pollice una volta inserito nella parte alta della U, cosa che fornisce grande saldezza alla presa, porta con sè tutte le altre dita che si dovrebbero accomodare nelle seguenti posizioni. Il mignolo "abbraccia" la bacchetta nella parte terminale del tallone, medio ed anulare fanno lo stesso ma senza crearsi dei punti di appoggio tipo Bradetich "sotto" il nasetto; aspetto questo di per sè erratissimo. L' indice, che con la presa avvolta non diventa più l' unico dito  a pressare sulla bacchetta quando si ha bisogno di più suono, come nella scuola tradizionale, si accomoda sulla bacchtta ed esercita un sistema pressorio esattamente uguale a quello delle altre dita. Ecco il famoso avvolgimento dove si trova. Nella foto sottostante vedete la corretta posizione del pollice. Il segreto sta nel fatto che il pollice preme verso le altre quattro dita et viceversa. Ogni dito dei quattro appoggia sulla bacchetta ed esercita una pressione costante. La presa non è proprio bella a vedersi visto che poi dovrà essere inclinata all' interno per poter sfuttare tutti i crini da tallone a punta, aspetto che scientificamente ed acusticamente produce una quantità notevole di armoniche, sicuramente maggiore in prese più blande. Nelle foto dei post di sopra notate la presa avvolta nella sua concezione finale.
Chiariamo un aspetto. Io ho semplicemente dato un nome ad una presa che in parte utilizza il Rabbath, anche se col pollice sulla bacchetta, meno il grande Pino Ettorre, tanto per fare degli esempi.
Ma, la cosa più assurda è che i risultati possono essere identici anche con prese diverse; talaltra se si devono eseguire dei balzani o richochet o sautille o picchettati volanti, la presa in questione rende il tutto più semplice poichè il ragazzo/a già dal primo anno di studio riesce a far balzare benissimmo in punta l' archetto con grande controllo, a saltare balzando sulle corde e via dicendo, proprio perchè è questo tipo di presa che glielo permette.
La presa avvolta è indicata per avere un suono potente come una presa alla tedesca ma migliore per l' esecuzione di colpi d' arco come il volteggio in velocità, aspetto che i tedeschi proprio non comprendono rimanedo aderenti alle corde senza riuscire a sfruttare il balzato naturale della bacchetta. La spiegazione è presto detta: una posizione della mano che affonda i crini sulle corde ma che per "peso acquisito" non riesce più a balzare.
Ritornando alla presa de qua, è normale che si potrà giostrare nelle dinamiche semplicemente allentando la presa che deve essere ben salda e con poco movimento di polso, pasando da un f ad un pp anche staccando mignolo ed anulare. Tanto ci sono ben tre dita che riescono a condurre benissimo l' arco. Questo capita eccezionalmente, ma in una fila di otto contrabbassi quante volte i direttori si rivolgono male alla fila per un pianissimo che sà di mezzo forte?
Infine, in questo modo il suono è sempre ben focalizzato e mai "frusciato", come serve nella gran parte del repertorio o nei cantabili. In orchestra i vantaggi potrebbero essere cospicui visto che la saldezza degli staccati o balzati è assicurata, come i colpi d' arco in velocità e puntati. Tenere sempre salda la mano ma mai irrigidirla.
Mi sono stancato, alla prossima puntata. Se vi va. Sennò è meglio che mi fermi qui, viste le critiche che copiosamente pioveranno dal ciello e dalla terra >:(


2)Pollice nelle U parte superiore



Saluto tutti

Vito Liuzzi

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da BoogieNaziParty in data 02.06.2008 alle 22:04:14

ECCOMI QUI!
Mi sono detto, lo faccio o non lo faccio? che so, che onore, non capita tutti i giorni di essere bannato da un forum di nicchia, e prima ancora di essere scambiato dall'eccelso moderatore del forum stesso per un'altra persona e quasi perseguito (su che basi poi).
Eccomi quindi rinato come BOOGIE NAZI PARTY
il nazi party lo dedico al buon Liuzzi e alla gestione illuminata del Forum, all'uopo ho anche attivato una nuova e sciccosissima email, carloastolfo@libero.it chi volesse è libero di scrivere.

Allora andiamo dal principio, il forum tu quoque Vito, perché mi bannasti? forse perché non commentai le tue fotine somiglianti ad un novello e pugliese Vasco Rossi, non mettendo una mia immagine di rimando per sfuggire a questi labirinti di silicio che tanto opprimono le nostre quattro corde?
O forse perché mi sono permesso di dire che il M° Siragusa (che iddio ce lo conservi) avrebbe potuto graffiare il pavè di marmo ove poggiava i leggiadri piedini e il leggiadro strumentino?

Insomma ho deciso, ma si, ho un quarto d'ora e lo dedico a VitoDOMENICOLIUZZI, prendilo come il mio quarto d'ora di celebrità di warholiana memoria.

Sia ben chiaro che se mi troverò bannato anche con questo nuovo e allegrotto pseudonimo mi vedrò costretto ad agire in maniera massiva e continuata,dalla reiscrizione, agli amici hacker fino, e in fondo cosa saranno mai un paio d'ore in macchina,alla gita a taranto, nevvero Vitu?

Il forum mi interessa eccome, in fondo anche io ho scritto e ogni tanto scrivo, oddio in realtà ogni tanto vengo cancellato ma cosa sarà mai un'intervento boogiemaniano in confronto chessò al cenacolo Vinciano o  
al concerto di Dragonetti o agli sfonnoni del buon Grillolomeo (l'unico forse capace di scrivere, apprezzato all'estero e in italia, in questo Forum etc etc etc...)

Quindi si, posso dire che il forum mi interessa e che dopo censure e addirittura un bannaggio, ogni tanto ci passo, oggi ci torno con la spada e la pergamena, anzi visto l'interlocutore credo userò il forcone e il trattore.
Il tutto per dire che adesso capisco il caro utente Dragottesini, per il quale sono anche stato scambiato, con i suoi sfoghi di Chapliniana memoria, e posso dire, sempre con foga alla Califano ma con i modi di un Calvino, calvo e più giovane:
Vito orsù non te la pià così!

vostro ossequioso
M°Boogieman
a.k.a.
BoogieNaziParty
a.k.a.
Carloastolfo

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da grilloman...ia in data 02.06.2008 alle 22:24:05

Brrr….

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 20.06.2008 alle 08:10:14

Presa alla tedesca



Presa alla Rabbath (pollice sulla bachetta)



Presa alla Vitorakkar (pollice nella U parte alta, ottimi ricochet e balzati)


Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da Fernando Grillo in data 20.06.2008 alle 09:24:03

Maestro.
È la U di VitUFO?
Grazie.


Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 20.06.2008 alle 10:26:00

Hmmm... giusto Maestro!
Ma meglio vitUffa che pa... !!!
A dopo le altre spiegazioni.

V.

MAestro ma quanto tempo ci hai impegato a scrivere il Trattato sugli Armonici?

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 20.06.2008 alle 12:10:56

Se andate qui ...

http://www.youtube.com/watch?v=ZA9m6sXCHbo

anzi è MOLTO MEGLIO qui

http://dailymotion.alice.it/bottesini/video/x4g8j5_vito-liuzzi-nino-rota-divertimento_music

vi accorgerete che in gioventù già c'era una certa preferenza per la presa avvolta e l' utilizzo di tutti i crini. A parte le stonature, errori, amusicalità e chi più ne ha ne metta, il suono è sempre fortemente focalized. Caratteristica che mi è rimasta. Ho migliorato la portata delle dità sulla bacchetta per avere "un arco all' italiana con la potenza di un arco tedesco".

That's folk

Vito

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da Fernando Grillo in data 20.06.2008 alle 14:02:37

Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Risposta #69 MAestro ma quanto tempo ci hai impegato a scrivere il Trattato sugli Armonici? V.

Risposta #96
La Creazione
𝄐 7 giorni, in verità. 𝄐


Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 25.06.2008 alle 05:40:51

PRESA RIGIDA e PRESA MORBIDA arco contrabbasso

Allora, mi sono svegliato presto causa insonnia e vi scrivo due righe sul mio personale concetto che riguarda da una parte la presa rigida e dall' altra la presa morbida.
Inizialmente i miei allievi sono impostati in modo tale che la presa risulti abbastanza rigida (vado a braccio!!) e che i crini appoggino sulla corda dal tallone alla punta (poi vedremo anche il concetto di verticalità). Orbene, sembrerebbe un controsenso didattico visto che si preferisce una presa morbida e poi magari, a seconda del brano eseguito, una tenuta più consistente. Nella mia Scuola, ricordo, tutte le dita poggiano sulla bacchetta in maniera egualitaria e non vi è la supremazia dell' indice su altre dita. Anche il mignolo avvolge la parte finale del tallone in modo da non farlo penzolare su o giù, con conseguente punta che ora va da una parte ed ora va dall' altra. Ci sono anche degli esercizi sono con l' arco che i ragazzi affrontano con poco entusiasmo ma che possiamo paragonare ad un pallone di pallacanestro che ora sembra pesante e che con particolare metodiche di allenamento torna ad essere molto più leggero. Dovendo la mano destra sopportare una serie di pesi utto sommato leggeri ma che azionano dei micromuscoli della mano, è questi che devono essere allenati. Poi con l' utilizzo di mollette da stendi panni o qualsivoglia altra congerie, si può subito migliorare quel concetto di perpendicolarità ottimo per avere un suono focalizzato da punta a tallone, oltre a specifici esercizi da me scritti che sono tesi a migliorare questa conduzione dell' arco. Agli allievi non viene detto nulla, ma in poco tempo, per chi si dedica, la predetta conduzione appare già di buon livello con il pollice nella U sulla parte alta.
La presa è così salda ed il polso assolutamente in linea con il braccio. Una esposizione esterna potrebbe far perder peso di tutto il braccio che, senza l' utilizzo di muscoli, si deve andare a focalizzare su tutta la lunghezza della bacchetta, specie al tallone. Un polso verso l' interno limiterebbe i movimenti di condotta che risulterebbero così forzati e bloccati. La cosa più semplice è che il polso sia in linea col braccio e che lo snodo vero sia minimo al polso maggiore al gomito con una totale distensione dello stesso. Un presa "rigida" garantisce i cc.dd. "movimenti inutili", permette all' allievo di avere una buona cavata sin dall' inizio, e colpi d' arco già di una certa qualità tenendo conto che alcuni mi imitano già nel balzatissimo alla punta, i più studiosi. Tutto in un breve arco di tempo. Tempo 1 anno 1 anno 1/2 e i più valenti sono già a posto con l' arco in maniera quasi definitiva. E' chiaro che le diverse Scuole esigono altri movimenti, ma se è così uno non viene a studiare da me. Nell' esecuzione di un esercizio di Billè, allorquando richiedo un piano (non -forte) allora la presa diminuisce la sua presa, i punti di appoggio rimangono tali ed il suono è sempre ricco di armonici e mai frusciato, cosa che odio. La situazione, ripeto, avviene inconsciamente, poichè il bravo studente non giochicchia con le dita sulla bacchetta, o non alleggerisce solo l' indice, ma pensa a stringere con meno forza ed anche a staccare qualche dito per avere delle dinamiche ancora più evidenti. Cosa che permetto se la situazione di base è corretta. Insomma, avviene tutto con grande naturalezza ed è questa che va sempre ricercata nella didattica di uno strumento. Il resto sono fandonie.
Questo in brevissimo.

Bye

Vito Liuzzi

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 27.06.2008 alle 05:42:08

CONCETTI INZIALI DI VELOCITA' COSTANTE ed UNIFORME by Vito Liuzzi

In un Forum in pieno Decadentismo, spero che qualcuno possa trovare giovamento in quanto vado a scrivere, spero in maniera chiara e con qualche errore di ortografia. Altrimenti fa niente.

Allora, vado a braccio, come sempre.
Sovente capita negli allievi che sono alle prime armi, od alle prime archettate, che la velocità dell' arco sia totalmente libera e fuori da ogni canone. E' invece proprio nelle prime lezioni che bisogna far comprendere al poverino di turno quanto sia importante gestire la velocità dell' archetto secondo dei crismi che abbiano una certa logica e fondamento. Infatti, e si parte dalle corde vuote in quattro lento, con l' ausilio del docente che si pone innanzi al discente che occorre analizzare quelli che sono i concetti di velocità costante ed uniforme.

Il metronomo deve essere il compagno di giochi fino al Diploma ed oltre, altrimenti non ci capiremo mai.

Prendiamo la seconda corda vuota, il Re, quella centrale e che risulta la più semplice su cui andare a condurre l' arco. Il metronomo può essere sostituito dal piede del docente ma mai da quello dell' allievo che deve abituarsi a tenere il ritmo nella mente, altrimenti in una grande orchestra il direttore non avrebbe senso e ci sarebbe un rumore e fracasso tale da impedire qualsiasi forma di musicalità. Ok? Piede fermo. Metronomo azionato si. Sotto i 60 alla minima ci siamo.

La velocità dell' arco deve essere tale che l' arco venga suddiviso in quattro parti uguali, da tallone a punta. E fin qui nulla di nuovo. Ma se la suddetta velocità non è anche costante, tipo "velocità da crociera" allora tutto il lavoro va a farsi friggere.
Si parte con l' arco che prende tutti i crini alla corda (non esagerate con la Nyman sennò vi si blocca) e si comincia a tirarlo lentamente in un UNICO PUNTO e PERPENDICOLARE con tutti i crini che pigiano sulla stessa corda; ma quando si arriva al terzo quarto occorre che vi sia spazio per tirare l' ultimo dei quarti, altrimenti siamo fuori fase.
Al ritorno tutti i crini in punta, non spostare l' arco in giù o in sù e ritornare al tallone. Questo in breve.

Attenzione.

Dal secondo quarto in poi c'è il c.d. "snodo" del gomito che nel terzo e quarto quarto deve cominciare a distendersi. Perchè? Altrimenti si arriva in punta all' archetto senza che tutto il peso del corpo possa liberamente stagliarsi in questo zona dell' arco. Insomma se non lo facciamo rischiamo di avere sempre una punta debole. Esercizi precipui vengono anche introdotti dal singolo insegnante, all' uopo.

Perchè tutto ciò?
E' logico che sto sintetizzando concetti che a scuola mi prendono anche due ore, ma se il bravo discente comprende questo metodo, rafforzerà la proprio tenuta dell' arco, avrà già una cavata di suono notevole e non troverà fatica nell' eseguire con coerenza gli studietti del Billè coadiuvati da quelli del Murelli (mi sembra la soluzione migliore).

Lezione successiva. Il 4/3/2/1 e 8 (importantissimo) che non è un nuovo schema di gioco ma una variante di quanto scritto sopra.

Per le corde vuote ho scritto mea sponte un manualetto che faccio eseguire prima di mettere la mano sinistra sulla corda. Se però l' allievo ha concepito ed appreso bene gli elementi di cui sopra, si può anche cominciare subito.

Peccato che Taranto è una zona difficile e proprio quando i ragazzi stanno facendo bene o si ritirano per altri studi, specie quelli di scuola secondaria, o spesso per problemi di lavoro. Cosa inconcepibile ma veritiera.

Saluti

Vito Liuzzi

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 27.06.2008 alle 17:21:31

Devo andare avanti, che ne dite. Vi sembra interessante questo breve discorso sulla mia didattica dell' arco? Spero di sì!

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da gima in data 30.06.2008 alle 10:48:41

secondo me lo è.

gi.

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 05.07.2008 alle 11:49:48

Secondo me no!

Del resto ognuno ha il proprio docente a cui deve dare conto. Magari più in là vediamo se riprendere o meno, anche perchè mi piacerebbe giornalisticamente parlare di come ottenere alcuni colpi d' arco specifici come il balzato o saltellato, il bariolage, il ricochet, i vari tipi di detachè e cose minori come il controllo dell' arco in questi frangenti.
Vediamo.

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 05.07.2008 alle 12:35:24

Visto le cose estremamente imbarazzanti che scrivo secondo alcuni idioti ... mah si scherza dai ...  ;) perchè il primo idiota sono io che scrivo, ma nel senso nobile del termine, cercavo il bariolage eseguito da maestro Rabbath che è presente sul sito di SIlvio Della Torre. Non riesco più a trovare il link. Anche su YouTube forse vi è! Se trovo il link lo inserisco. Ah, questo che dico è assolutamente OT nel senso che non è in linea con quanto precedentemente esposto. Del resto siamo già in fase di studio di un colpo d' arco che Bottesini è molto probabile che non conoscesse sul contrabbasso, così figuriamoci i suoi predecessori. Vero Mr? Tuttavia in queste ribollenti cavolate espresse Rabbath ci dimostra come sia uno dei pochi al mondo a fare del bariolage un vero è proprio effetto contrabbassistico, anche se la sua derivazione trova radici altrove. Nel bariolage di Rabbath l' arco comincia in giù, raramente in su. Nella mia personale tecnica bastarda, che ne pensi Mr, preferisco cominciare in sù per sfruttare al meglio il baricentro dell' arco senza appesantirlo con la mia presa all' italiana, cioè alla Petracchi. Il risultato sarebbe lo stesso se usassi le Corelli, ma è sicuramente un bariolage molto più "rimbalzato" di quello del grande MAestro, poichè la sua presa dell' arco è leggermente diversa nella presa e lui attacca lo strumento sempre nel battere e mai con arcate in sù che potrebbero far saltare meglio il suo archetto. Viene da chiedersi se la scelta di non farlo rimbalzare sia voluta, ed io credo di si. Quindi si privilegiano una serie di accordi di stampo tipicamente rabattiano  con un' effettistica altrettanto caratteristica di quelle che sono le sonorità del suo Paese d' origini e che lo hanno condotto ad essere una delle personalità cardine del mondo contrabbassistico da ormai più di quarant' anni. Come si fa ad ottenere un bariolage più balzato o rim.balzato. Non lo so! Ma ci penserò su. A parte gli scherzi non credo che interessi molto.

Cordialmente

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 05.07.2008 alle 13:39:48

... continuazione

OT

La realtà è che per ottenere un "arpeggiato balzato" di buon livello occorrerebbe scrivere alcuni esercizi semplici di tecnica su tre e quattro corde. Onestamente la quarta corda difficilmente viene utilizzata, a meno che non si abbia uno strumento molto reattivo, ma in linea di massima nella letteratura tradizionale è difficile trovare simile colpo d' arco. Altra cosa scontata ma rilevante è la qualità dell' arco il quale deve avere un punto di rimbalzo ben preciso e facile da essere individuato. Trattasi di un colpo d' arco di estrema bellezza ma anche abbastanza complesso. Però anche per gioco si può provare, visto che le mie indicazioni sono indirizzate agli studenti e non certo ai master che sanno il fatto loro.
Giusto per avere un minimo di armoniosità, potete collocare il primo dito a capotasto della terza corda premendo il Si. Ne uscirà una sorta di accordo di Sol maggiore in primo rivolto, se usassimo una tastiera.
Cominciamo a pensare a questa figurazione ritmica. Gruppi di terzine legate a tre con una sorta di puntino sopra, tanto per capirci sull' obiettivo che intendiamo prefiggerci, e cioè questo balzato nell' arpeggio. Con un tempo metronomico basso, molto basso, proviamo a suonare COMINCIANDO IN SU per adesso un (si-re-sol) (sol-re-si) (si-re-sol) (sol-si-re). Come vedete ribatto sempre il si di partenza ed il sol di arrivo, ma devo stare attento a far sentire DUE VOLTE ANCHE IL RE centrale. Per il Sol ed il Re vuoiti posso anche mettere il pollice come capotasto in maniera da avere una linearità maggiore.

Inizialmente utilizziamo tutto l' arco sia nel gruppo in Su' che in quello in giù.

OCCHIO: nell' Arpeggio a tutto braccio, ma anche in seguito, i crini dell' arco nei cambi sono VICINISSIMI alla corda successiva che si intende suona, o che si deve suona. Condizione basilare affinchè il tutto funzioni in velocità. I più virtuosi potranno anche mettere dei punti e crome in queste due terzine, in modo da essere estremamente padroni dell' aspetto tecnico.

Continuo lentamente a passo di metronomo. Adesso accellero di due punti metrononomici e così di seguito, facendo attenzione che tutte le note si sentano per DUE volte nel ribattere, specie il Re centrale che quasi sempre viene oscurato. Continuiamo accellerando ancora di due punti (possono passare anche dei giorni prima di andare più in velocità).

Man Mano che il ritmo proggredisce, il movimento del polso quasi , e dico quasi, si irrigidisce (in molte scuole lo si lascia molto più libero o sciolto) e la lunghezza dell' arcata si fa più breve. Siamo arrivati ad eseguire delle sestine legate a tre e staccate.

Per ottenere lo staccato ed il rimbalzo in velocità cerciamo il punto dell' arco ove DA SOLO l' arco comincencerà a balzare, senza grandi nostri interventi e senza premere sulle corde. Movimento breve, controllo del polso e braccio e il c.d. bariolage dovrebbe cominciare a sentirsi.

Stop. E' molto più facile farlo vedere e sentire che descriverlo. Ad ogni modo cominciate a divertirvi in questo modo sempre tenendo conto che DOVETE ascoltare il VOSTRO MAESTRO che potrà avere
argomenti tecnici differenti dai mei. Non è facile essere chiari e mi scuso anticipatamente per imprecisioni di sorta che possano emergere anche "ortograficamente" (il Grillo è sempre lì pronto a controllare).

Saluti.  

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 05.07.2008 alle 13:56:45

... continua OT

Sempre in tema di Arpeggiato balzato che potremmo definire Bariolage alla francese, mi sono venuti due esempi bellissimi nella letteratura del Bottesini che probabilmente non li balzava. Chissà. Vedere il Grande Allegro e la parte finale delle variazioni su tema di Paisiello. In realtà per quest' ultimo brano ci sono delle discrepanze. Alcuni editori tagliano l' arpeggiato, altri invece lo tengono. Bisognerebbe vedere l' autografo, ma io ho sempre preferito la parte arpeggiata perchè di grande effetto d' accompagnamento su un pianoforte che si "impossessa" del tema.

Ciao

http://www.silviodallatorre.de/index.php?language=en&hauptrubrik=media&ebene=2&thema=312

Ecco Rabbath in azione! L' effetto che io preferisco non è proprio come quello di Rabbath che è più frusciato e si avvale delle Corelli suonate quasi al ponte per ottenere l' effetto caratteristico. Cmq. è un Grande. Da notare due cose:

1)la bellezza di poter ottenere differenti effetti variando le note

2)Rabbath utilizza una sorta di raise saddle, nel senso che il suo capotasto inferiore è molto alto e sappiamo il perchè. Poi lo strumento suona appena ti avvicini ed è un grande vantaggio.

Titolo: Re: LA MIA SCUOLA dell' ARCO: fondamenta iniziali
Inviato da vitoliuzzi in data 08.07.2008 alle 17:40:03

LA TECNICA DEL 4-3-2-1-8...

Nella speranza che queste mie breve riflessioni possano trovare riscontro presso qualcuno che magari non avendo un Maestro non sa come proggredire nella tecnica base dell' arco all' italiana.
Sarò breve. Abbiamo visto all' incirca la presa dell' arco, la sua condotta, i vari tipi di presa, la distensione del gomito da metà arco ed altro ancora. E' una Scuola differente dal Grillo e forse dal Petracchi ma spero efficacia, poichè è mia concezione che si può impugnare l' arco alla francese ma con piccoli riferiment al meglio della tedesca, come quando si è parlato di presa avvolta. Perchè lo scrivo. Per divertimento e per il piacere di insegnare anche se male.
Ci siamo impossessati dell' arco tirandolo per ore ed ore sulla corda vuota RE, quella centrale. L' abbiamo tirata molto lentamente, con un suono non frusciato ma focalizzato ed abbiamo cercato di in 8 o più parti di arrivare anche a suonare nei pressi del ponticello al fine di rafforzare la nostra presa, la perpendicolarità. Lo specchio alla fine ve lo regalerò io. Quando scrivo queste parole penso sempre ai Jazzisti che magari, dovendo fare da soli, non hanno un metodo valido per migliorare i loro assoli che sovente sono poco decifrabili acusticamenti ma belli musicalmente.
Ad ogni modo la tecnica "calcistica" del 43218 (con più giocatori) prevede sempre l' utilizzo del metronomo che DEVE diventare il vostro compagno di vita.
L'arco adesso deve essere tirato all' incirca a 60 alla semiminima, DA TALLONE A PUNTA e CON TUTTI I CRINI verificando che il polso non rientri troppo o che non esca al di là della bacchetta. Trucchetto: allo specchio dovete vedere i crini che si confondono con la bacchetta, sia al tallone che in punta. Bene, a questo punto possiamo essere più o meno sicuri che le cose comincino ad andare bene. Sul mio sitarello potete vedere la presa che IO utilizzo e che ha valore puramente personale. Altri Maestri  e colleghi partono da concetti diversi. Bene,
ora tirate l' arco dividendo lo stesso ESATTAMENTE prima in quattro sulla II corda. Guardatevi allo specchio e quando gli altri criteri si verificano passate alla I corda, la più esterna e la più difficile . Quindi in II, poi in III poi in IV, III e II sempre come punto di arrivo. Ci sono una serie di esercizi complementari da farsi col solo arco per rinforzare la presa senza tirare o condurre l' arco su alcuna corda. Ok. Dovremmo aver capito il sistema, ma solo il vostro Maestro potrà controllare tutta una serie di particolari, specie polso e dita, che non devono rimanere flosce sulla bacchetta ma che devono essere bloccate al punto giusto. Quando diventerete dei virtuosi tirerete l' arco anche con tre dita ed a metà dell' arco ottenendo lo stesso suono.
Quindi ripetiamo l' esercizio in 3 come suddivisione dell' arco partendo dalla II corda e facendo il famoso giro. Poi in due (difficile) tutto l' arco da tallone a punta e controllandosi pedissequamente, poi in UNO (difficilissimo) perchè qui si notano tutti gli errori di impostazione. Più si naturali e meglio è. Tirare l' arco o pigiare con la sinistra non necessità dell' utilizzo della muscolatura, ma di quei famosi micromuscoli che nella vita quotidiana non utilizziamo.
adesso partiammo lentissimamente in 8 ma anche i 12 o 16, non è il numero che conta. Partiamo dalla seconda ed avviciniamoci con lentezza NEI PRESSI del punticello, laddove il suono è potente e rigoglioso, ricco di armonici. Se avete messo molta pece l' arco si bloccherà. Ma non ci sono problemi. Salite un pò più su. Almeno 20 minuti di questo esercizio di rafforzamento. Attenti alla punta che tende a venirsene all' interno. Non è un errore in sè ma solo in esecuzione sfrutteremo anche solo due crini per ottenere l' effetto desiderato. Chiaro. Si ripeta l' esercizio in 8 anche in I (difficile) II, III e IV corda. In IV corda non vi avvicinate troppo al ponticello altrimenti si rischia di fare musica dodecafonica e più. Lasciatevi condurre dall' arco e pochi filosofismi. Imparate a sentire la corda nell' arco e chiudendo gli occhi dovete capire a che punto siete con l' arco. Una settima di questo esercizio su corde vuote dovrebbe dare i suoi piccoli risultati. Tempo: almeno 90 minuti altrimenti non serve a niente. Niente metronomo, lasciate stare. Niente specchio, sfruttate quello di una boutique o salumeria sotto casa.

Poi vediamo qualche altro piccolo aspetto. Scusate gli errori .

A presto, spero Vito.

Ditemi se la cosa interessa. Altrimenti come dico io, mi stoppo.

Bye

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